Dirotta da Noi

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lunedì - venerdì 09:30–13:30, 14:30–18:30
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Hotel sul Mare nelle Marche per una vacanza di relax e divertimento

Le Marche, rappresentano un punto molto importante della villeggiatura italiana fin dagli anni '50. Con le sue bellissime spiagge di sabbia fine e il limpido mare, rappresenta una delle mete più ambite dai villeggianti durante il periodo estivo, con hotel direttamente sul mare che regalavo panorami mozzafiato in una terra ancora al di fuori del turismo di massa.

le nostre strutture

Marche

Pesaro Hotel President's

Sul bellissimo Lungomare di Pesaro, sorge l'Hotel President's, immerso nella bellezza della Costa Adriatica e a pochi passi ...

€ 994 € 574

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Qualche informazione aggiuntiva

Marche

Gli hotel nelle Marche, affacciano sulla Riviera Adriatica e sono la meta ideale per chi desidera trascorrere una vacanza all'insegna del relax, del divertimento e del bel mare. La regione regala città che sono veri e propri piccoli musei a cielo aperto; da Ancona, capoluogo marchigiano, ad Ascoli Piceno, passando per Urbino e Pesaro, tutte le città racchiudono un incommensurabile patrimonio storico culturale che merita di essere visitato. Negli hotel nelle Marche avrete anche la possibilità di assaporare la tipica cucina dell'Adriatico con gustosi piatti della tradizione marchigiana.

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Alcune curiosità

Le origini della regione Marche risalgono alla fine dell'età del bronzo, quando il territorio era quasi completamente abitato dalla civiltà picena, che segna il passaggio dall'età del bronzo all'età del ferro nonché il passaggio alla Storia, con l'introduzione della scrittura. Nel IV secolo a.C., la regione venne invasa dai Galli, provenienti dalla provincia francese di Champagne, mentre, nello stesso periodo i Greci di Siracursa fondarono la colonia di Ankon, attuale Ancona, rendendola una città di lingua, cultura e aspetto greco; caratteristiche che mantenne a lungo, quando già le regioni circostanti e il centro Italia erano completamente sotto il dominio romano. Nel 295 a.C. Romani e Piceni si unirono e riuscirono a sconfiggere i Galli, ma dopo la cacciata di questi ultimi, i Piceni si ritrovarono costretti a dichiarare guerra ai loro ex alleati, che espandevano rapidamente il loro territorio; iniziò quindi, la Guerra Picentina, che si concluse con la sottomissione all'Impero Romano. Durante il periodo imperiale, Ancona venne scelta da Traiano come porto di Roma verso oriente, come testimonia anche l'iscrizione dell'arco di Traiano di Ancona, nella quale il capoluogo marchigiano è chiamato accessum Italiae, cioè "ingresso d'Italia". Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente come il resto d'Italia. Durante la Guerra gotico-bizantina, in pieno Medioevo, il territorio fu teatro di importanti azioni militari; Ancona ed Osimo furono due capisaldi delle azioni militari, la prima bizantina e la seconda gotica. Dopo la vittoria bizantina, la regione, insieme al resto d'Italia, fu sotto il dominio dell'Impero d'Oriente. Dopo l'invasione dei Longobardi, la regione si trovò spaccata a metà: da una parte le città del nord sotto la giurisdizione dell'Impero Romano d'Oriente, dall'altra le città del sud che furono conquistate dai Longobardi, che costituirono la Marca Fermana, la quale confinava con il Ducato di Spoleto e il Ducato di Benevento. In seguito, tutto il territorio venne unificato prendendo il nome di Marca di Ancona, il termine marca (marka), introdotto dai Longobarid, deriva dal germanico e signifca letteralmente "territorio di confine" del Sacro Romano Impero. Durante il Rinascimento, il Ducato di Urbino fu celebre in tutta Europa, un vero e proprio faro dell'arte e della cultura italiana; altre città sede di signorie importanti economicamente e culturalmente sono state Camerino, Fano, Pesaro, Senigallia, Fabriano e San Severino Marche. Ancona mantenne invece il suo regime repubblicano, come le altre città marinare italiane. Tra la metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento le città marchigiane entrarono nello Stato della Chiesa, che, come tutti gli stati regionali italiani, annullò le entità politiche più piccole. Seguì un periodo di recessione, condiviso da gran parte d'Italia, rischiarato solo dal pontificato di Clemente XII che nel Settecento tracciò la strada oggi detta Vallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando Ancona porto franco.